by © poetrypark

– Guardate laggiù,
oltre la voragine dell’abisso,
qualcuno ha preso la vanga
e dissoda le zolle.
È un puntino,
na capocchia di spillo
che zappa la terra.

– Incredibile. E come c’è arrivato
laggiù, oltre l’abisso,
se non ci sono i ponti
e noi, ragionevolmente,
ne abbiamo vietato il passaggio?

– Ehilà, tu, laggiù, tu che zappi,
come hai fatto a superar l’abisso
che ci separa.
Dicci come hai fatto a superarlo
e sappi che hai commesso un’infrazione.

– Signori che gridate col megafono,
io non superai l’abisso,
io rimasi indietro
quando voi andaste avanti.
L’abisso che ci separa
è quello che voi avete creato.
Più siete andate avanti
e più a fondo avete scavato.

***